giovedì 26 ottobre 2017

Lipperini contro i manifestanti di Roma. Il problema sta a destra? La risposta di Francesco Pastorella



Loredana LIpperini è una brava giornalista, premiata e apprezzata, che ha un difetto che non ha mai nascosto più di tanto: è schierata politicamente. Del resto, chi più chi meno, lo siamo tutti; chi per un partito, chi per un’idea di fondo, chi per un ideale, chi per un uomo morto da settantenni invocandone il fantasma, chi semplicemente contro, contro un certo modo di fare politica, contro le sozzure, contro gli interessi privati. Loredana Lipperiri è schierata col Governo del Pd. Si vede, anche se a volte assume toni molto critici, tende sempre a tutelarlo e a salvaguardarne, per quanto possibile, l’immagine.
E si schiera, la Lipperini, anche nel casus dei comitati dei terremotati. Non si schiera con l’uno o con l’altro in maniera palese anche se, in un certo senso, dà ragione alle affermazioni di Diego Camillozzi evitando con cura di cercare di mettere pace, appianare, riaprire un dialogo fortemente compromesso perché questo è il reale interesse dei terremotati.
La Lipperini si schiera con la sinistra, la sua sinistra, quella che governa il Paese.  Anzi, si schiera più propriamente contro la destra. Secondo lei, nel suo articolo apparso due giorni fa nel suo blog “Lipperatura”, i presunti approfittatori della situazione, quelli che utilizzerebbero il terremoto per fini politici, sarebbero tutti di destra. Curiosa posizione, visto che tra chi si approfitta c’è anche gente di sinistra ma, soprattutto, ci sono professionisti che sfruttano la situazione per il proprio tornaconto economico scorrazzando tra gruppi Facebook e associazioni paesane, e personaggi interessati a diverse questioni molto più locali e molto più personali. Tutti questi strani caratteri la Lipperini sembra non notarli, si concentra su chi ha un’idea politica o presunta tale, dimenticando che, comunque, la politica non è cosa negativa per definizione, lo diventa quando la si usa in malo modo. E quindi l’accusa è grave.
Chiamato in causa, anche se non nominato nell’articolo ma tra i commenti, e accusato di essere politicizzato e affiliato a Fratelli d’Italia, il coordinatore dei Comitati che hanno organizzato la manifestazione della discordia, quella di Roma dello scorso sabato, Francesco Pastorella, ha pensato di rispondere in maniera diretta difendendosi dall’accusa di strumentalizzare la propria posizione per fini politici. DI seguito pubblico la risposta integrale di Pastorella.

Luca Craia


In risposta alla signora Loredana Lipperini (la repubblica) che si è scomodata ad accusarmi di essere politicizzato ....

Buonasera, leggo che mi chiama in causa e resto allibito dal contesto... premettendo che queste polemiche servono soltanto a chi ci sta riducendo in queste condizioni, il quale è il vero colpevole di tutto e che dovrebbe essere, da tutti noi, condannato e pressato affinché le cose vengano fatte nel migliore dei modi, non comprendo come una giornalista come lei, posso affermare con tanta sicurezza che io sia politicizzato.
Son certo che conosca bene il significato di tale parola ed anche che sia un’accusa grave nel contesto in cui ci troviamo.
Altro errore che commette è quello di parlare di singolari affinità con FDI. Premettendo che ho il diritto di pensare e votare per chi mi pare (o no?), non faccio parte di alcun partito, non sono MAI stato candidato nemmeno in circoscrizione (adesso municipio) per alcun partito e la mia colpa sarebbe solo quella di aver coordinato nel lontano 2013 l’area social di FDI, proponendo in un congresso di fare in modo che i social venissero supportati adeguatamente come strumento di comunicazione e citando il presidente Obama come esempio. Sarebbe questa la mia più grave colpa? Beh mi sembra poco.
Ciò che più mi colpisce, perché viene da lei , non dai cialtroni che, incapaci di far nulla di meglio che ululare alla luna ed applaudire i “governanti” ad ogni inaugurazione di 10 casette, è la superficialità con la quale si associa una persona ad un partito (per lei demoniaco, magari per altri no, ma siamo ancora in democrazia credo) senza per nulla andare ad analizzare cosa questa persona abbia fatto nell’ultimo anno e quali azioni abbia messo in piedi per cercare (sbagliando anche, ci mancherebbe) di aiutare .
Leggo che sta criticando anche gli amici di estrema sinistra con i quali lavoro da un anno e con i quali vado d’accordo su molti più temi di quanto io stesso avessi potuto immaginare, perché se ci si toglie questo stupido cappello politico, la bandiera dei terremotati non può che suggerire le medesime azioni a prescindere dalle ideologie politiche.
Non si può chiamare in causa la politica quando sono state consegnate soltanto il 26% di Sae, quando le macerie sono tutte lì, si registrano morti per depressione e suicidi, la viabilità non è stata ripristinata e soprattutto non è stato fatto nulla per evitare la perdita di posti di lavoro e la chiusura delle aziende!
Non ho visto agitarsi la gente su questi temi, soprattutto sull’ultimo che dovrebbe essere di sinistra ma che è stato tirato fuori da questo orco di destra .
Aggiungo che il sottoscritto ha scoperchiato il 28 giugno l’assurda distribuzione degli sms solidali da parte della Regione Marche. La invito ad informarsi su questa vicenda che lei stessa ha trattato verso la metà di luglio, epoca in cui commentava così una mia affermazione: “parole santissime”.

Smettiamola con questi assurdi preconcetti. Chi sta quotidianamente lavorando con me, ha potuto constatare con mano quanto siano prioritarie le esigenze dei terremotati rispetto alle ideologie politiche che, sinceramente, hanno deluso da un bel pezzo le mie aspettative. 
Per chiudere, con la speranza che un giorno anche lei possa ravvedersi e magari ammettere di aver sbagliato su di me, non ho alcuna intenzione di candidarmi ad alcuna elezione, ho già rifiutato delle candidature perché voglio mantenere la possibilità di mandare a quel paese chiunque. E quando dico chiunque, dico chiunque.
Scenda dal pulpito e venga insieme a noi tra i terremotati, comprenderà meglio che parlare di politica, di Stalin o Mussolini, di buoni e cattivi, non è proprio il caso...

Ps.: nelle chat i ragazzi delle brigate di solidarietà attiva mi chiamano il compagno P. ....
Beh, sapendo come la pensano, per me è un onore.
Cordialmente

Francesco Pastorella

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