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mercoledì 30 settembre 2015

Montegranaro e le barriere architettoniche



Che Montegranaro non sia il paradiso del disabile (ma neanche di mamme e nonne con carrozzine e passeggini) è cosa risaputa. Un po’ è dovuto al fatto che la morfologia stessa del nostro territorio si presta poco ad essere percorsa con mezzi che non siano dotati di propulsione artificiale. Ma anche i nostri amministratori ci mettono di loro, lo hanno sempre fatto o, meglio non hanno mai fatto niente in questo senso e, quando lo hanno fatto, hanno ottenuto risultati quantomeno risibili (vedi i marciapiedi di Gianni Basso). Siamo il paese degli scivoli che non ci sono, del municipio con le scalette, dell’anagrafe interdetta al disabile, dell’ufficio tecnico posto a quote che ci vuole Reinhold Messner.
E ora i nuovi giardini, inaugurati in pompa magna lo scorso sabato con tanto di foto a favore di Pravda della triade (a Montegranaro comandano sempre le triadi, chissà perché), non smentiscono la tradizione: difficili da raggiungere, stretti da percorrere, e quel vialetto in pietra sul lato ovest completamente fuori norma e fuori buon senso. Che pensava il progettista? Che pensavano gli amministratori? Ci sono architetti e avvocati in giunta: il progetto non l’hanno visto?

Luca Craia