sabato 1 luglio 2017

Silenzi e la maria che vien dal mare.

Confesso: tutto sommato stimo Giulio Silenzi perché è un politico che sa fare politica e, oggigiorno, questa categoria comincia a essere merce rara. Ma appartiene al partito più contraddittorio della scena che, di per sè, è comunque sconfortante, e anche lui non si esime da contraddizioni. Per esempio dichiara sul suo profilo Facebook:

"non ho letto fino ad ora dichiarazioni di amministratori o Sindaci. Un fatto inquietante che ci da la dimensione drammatica del problema droga e dei danni che fa a tanti giovani e non solo. Oggi riscuote più consensi parlare di Rom e abusivi piuttosto che di droga. MEGLIO non parlarne anche di fronte a questa enormità che, per caso,  solo per caso e' emersa nella sua sconvolgente vastità".

Si riferisce alla cronaca recente che racconta di una imbarcazione stracarica di marijuana spiaggiata sull'arenile di Porto Recanati. Silenzi è giustamente preoccupato perché quel grosso quantitativo di stupefacenti era verosimilmente destinato al mercato locale, dove lui, fino a ieri, amministrava uno dei centri più importanti. 
Però non capisco: nella cultura di sinistra la legalizzazione delle cosiddette droghe leggere è un cavallo di battaglia e sono noti i propositi di larghe frange del PD che vorrebbero modificare la legge in materia.
A questo punto, quindi, vorrei capire: la cannabis, secondo Silenzi, è pericolosa? Pare di sì, leggendo la suddetta dichiarazione. Allora vorrei che il nostro chiarisse e si schierasse inequivocabilmente contro quelli del suo partito che ne vorrebbero la legalizzazione e chiedesse, a gran voce e con la stessa veemenza dimostrata nel post di cui sopra, l'intensificarsi dei controlli sul consumo di tali sostanze, che risulta molto diffuso a Civitanova e dintorni certamente non da domenica scorsa, e che non mi risulta abbia mai preteso da vicesindaco di Civitanova.

Luca Craia

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