lunedì 10 luglio 2017

La colpevolezza di quelli del quieto vivere


A volte mi fanno invidia, quelli del quieto vivere. A volte vorrei essere come loro e fregarmene di come va il mondo, fintanto che il mio piatto e pieno e la mia casa mi protegge, il resto vada come vada. Solo che non ci riesco. Fin da bambino, se una cosa non mi sembrava giusta, ho sempre sentito il dovere e l’impulso di fare qualcosa per cambiarla. Sono cresciuto con questa mentalità, con questa educazione, con questo esempio, con un padre che si è sempre battuto per i suoi principi e prima di lui mio nonno. Sono quello che sono e oggi, alla mia età non più verde, non posso evitare di battermi per quello che credo giusto.
Questo non comporterebbe necessariamente la condanna di chi non fa lo stesso. Però chi ama il quieto vivere, chi non si espone mai, soprattutto chi si lamenta davanti al cappuccino o alla tastiera ma non passa mai all’azione, chi davanti al potente di turno, di piccola, media o grande caratura è sempre pronto a ossequiare e mai a domandare, chiedere conto, presentare quelle proteste che erano così vive davanti al cappuccino e alla tastiera, questi hanno delle oggettive responsabilità.
Non posso non biasimare, con la massima onestà e sincerità, coloro che non lottano per niente, salvo poi dare battaglia quando viene toccato il loro interesse particolare. Quanti esempi avrei, di gente che mi contatta per un problema oggettivo ma non è mai disposta a mettere la faccia, anzi, ti si rivolta contro sul problema oggettivo. Mettere la faccia, lottare per quello che si ritiene giusto, questo può cambiare il mondo.
È questa la responsabilità del quieto vivere. Se ognuno lottasse, chi ha responsabilità sarebbe investito di un altro sentire, di un altro modo di recepire la domanda che viene dal basso. La quella maggioranza, perché di maggioranza si tratta, che tace, che si lamenta sottovoce, che non è disponibile a lottare per cambiare in meglio, ha la responsabilità di inficiare anche gli sforzi di chi lotta e combatte per migliorare, per far migliorare anche loro e la loro vita.
Se il mondo sta degenerando, la responsabilità è di chi accetta che questo accada. Il quieto vivere, il non schierarsi mai, il cercare che qualcuno si investa dei tuoi problemi e lotti al posto tuo, pronti a scansarsi in caso di attacco e mettersi in salvo, questo sta trascinando tutti noi sempre più in basso. Ecco il mio biasimo, completo e sincero. Il quieto vivere affossa anche me.

Luca Craia

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