martedì 4 luglio 2017

Il paradosso dell’Ufficio Ricostruzione inagibile. Prioritario il numero dei dipendenti da impegnare.



Che vi devo dire? Già era stupefacente il fatto che si prendesse un fabbricato in affitto, pagandolo una cifra, secondo me, decisamente fuori mercato (54.000 Euro all’anno per sei anni per 1436 metri quadri a Caccamo, neanche fosse un grande magazzino a Civitanova) quando si poteva avere uno spazio gratis e di proprietà pubblica a Camerino. Ora apprendiamo, sempre da Cronache Maceratesi, che i locali non sono nemmeno agibili.
Si tratta di un’inagibilità parziale per danni lievi dovuti al terremoto, ma mi pare assurdo che, con tanti locali disponibili, si vada ad affittarne uno, oltretutto pagandolo profumatamente, che non è nemmeno utilizzabile almeno nell’immediato. Si potrà sistemarlo in tempo per l’utilizzo, senz’altro, ma la storia rimane comunque paradossale e grottesca. Specie se si pensa che, come abbiamo già detto, c’erano locali gratis e perfettamente agibili, anche se necessitanti di qualche piccolo lavoro. Si sarebbero risparmiati 324.000 Euro, mica bruscolini.
A chiarire i motivi per cui si è scelto il costoso locale di Caccamo anziché i gratuiti locali dell’Unione Montana a Camerino è l’assessore regionale alla Protezione Civile Angelo Sciapichetti. Secondo Sciapichetti i locali camerti non erano sufficientemente capienti per il personale previsto all’interno dell’Ufficio per la Ricostruzione. Si prevedono 90 unità a lavorare in ufficio e lo spazio di Camerino non sarebbe bastato per infilarceli tutti. Certo che novanta impiegati non sono pochi. Secondo me si poteva risolvere mandandone qualcuno a togliere le macerie, che stanno ancora ferme lì.

Luca Craia

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