lunedì 10 luglio 2017

29.000 per riaprire San Serafino. Poco per tranquillizzare. Troppo poco per spiegare il ritardo.



Se ci voleva così poco, perché abbiamo aspettato nove mesi per metterci mano, lasciando la chiesa chiusa? Questa è la considerazione di Niki sulla pagina Facebook di L’Ape Ronza relativamente alla notizia che, per mettere in sicurezza la chiesa di San Serafino, sono stati appaltati lavori “di somma urgenza” per una cifra estremamente bassa: 29.000 Euro. La considerazione di Niki è quella che fanno in molti, se si parla con la gente. Se si può sistemare la chiesa del Santo Patrono con una cifra così irrisoria, perché si è atteso tanto?
Abbiamo trascorso tutto il periodo post terremoto senza chiese in centro. La Parrocchia del SS. Salvatore si è adattata tra celebrazioni nel teatrino e messe a SS.Filippo e Giacomo, ma le due chiese principali, San Francesco e San Serafino, appunto, sono tutt’ora chiuse. San Francesco è di proprietà della Curia, ma San Serafino è del Comune. Perché il Comune ha atteso tanto?
Non è un problema trascurabile: il centro storico vive, per quel poco di vita che c’è rimasto, anche grazie alla presenza delle chiese. Lasciarle chiuse equivale a togliere un po’ di speranza al quartiere antico, già in condizioni disperate. Quindi il ragionamento non fa una piega: se si poteva risolvere il problema con il prezzo di un’imbiancatura anche piuttosto economica, perché si è aspettato tanto?
Ma questa cifra, i 29.000 Euro stanziati, lascia perplessi anche per altri motivi, soprattutto perché pare strano che un danno che pareva molto serio (caddero calcinacci sui fedeli, a ottobre) che andava a sommarsi a una situazione per niente tranquilla, con una messa in sicurezza iniziata dopo il crollo del tetto e mai terminata, tanto che, tutt’ora, dietro l’altare maggiore ci sono i puntelli messi all’epoca e non rimuovibile pena il rischio di nuovi crolli. Quindi, in realtà, il 29.000 Euro non sembrano una somma che possa finanziare un intervento risolutivo e duraturo.
La chiesa di San Serafino è molto frequentata, oggetto di grande devozione e punto nevralgico della vita comunitaria cittadina. Ricordiamo che i funerali della parrocchia del SS. Salvatore vengono tradizionalmente celebrati qui, la messa del sabato, la festa patronale, le messe mattutine e la devozione quotidiana che trova il tempio sempre aperto. Da qui l’augurio che si siano valutate molto bene le condizioni dell’edificio e che lo si riapra il piena sicurezza per i fedeli e i cittadini, altrimenti ci si assumerebbe una gravissima responsabilità.

Luca Craia

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