giovedì 4 giugno 2015

Perugini e la doppia carica: incompatibilità o inopportunità?



Come nelle previsioni, il nostro assessore ai lavori pubblici, nonché vicepresidente della Provincia di Fermo, Aronne Perugini, sta salendo allo scranno più alto della provincia dopo l’elezione in Regione dell’attuale Presidente, Fabrizio Cesetti. Era nei piani del suo partito ed era in motivo di tanto altrimenti inspiegabile accanimento durante la campagna elettorale (e il giorno stesso del voto) da parte dell’amministrazione comunale nostrana, scesa in campo con tutta l’artiglieria pesante, con tanto di irrituali prese di posizione del Sindaco e del Vicesindaco, contro Gismondi ma, in realtà, pro Perugini.
Sapevamo tutti, quindi, che Perugini sarebbe diventato Presidente in caso di vittoria di Cesetti. Quello che non sapevamo è che avrebbe mantenuto anche le deleghe di assessore a Montegranaro. Ora, se è vero che si potrebbe sollevare la questione di compatibilità tra le cariche, è anche vero che queste valutazioni di ordine legale saranno senz’altro state fatte sia da Perugini, che è avvocato, sia dal suo gruppo politico. Credo quindi che sia puro esercizio accademico: a livello legale nessuno potrà impedire a Perugini di mantenere entrambi gli incarichi, tanto più che già ne aveva due e nessuno ebbe nulla da obiettare, o quasi.
La valutazione che, invece, vorrei fare è relativa all’opportunità della questione. Come può un essere umano riuscire a svolgere bene entrambi i compiti? Già l’assessorato ai lavori pubblici di un Comune complesso come Montegranaro, pieno di problematiche pesanti che vanno dal dissesto idrogeologico alla viabilità passando per il degrado urbano, mi pare parecchio impegnativo tanto che, per svolgere adeguatamente il proprio compito, si dovrebbe fare l’assessore a tempo pieno. E non possiamo certo pensare che amministrare la Provincia di Fermo sia cosa da poter fare nei ritagli di tempo, anche con le poche competenze rimaste a carico dell’Ente. Ritengo che una persona che prende seriamente il ruolo assegnatogli dall’elettorato (nel caso del Comune) e dai propri amici di partito (nel caso della Provincia), e che, comunque, provi rispetto per i cittadini che amministra, dovrebbe fare una scelta: o l’una o l’altra carica. Si svolga un ruolo solo, lo si faccia con tutto l’impegno possibile, e si lasci ad altri la possibilità di fare altrettanto con l’altro incarico. Credo sia una questione di serietà, oltre che di opportunità.

Luca Craia

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